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La festa dei Santi Patroni e della Madonna d.M., si farà ma non nel centro storico

Scritto da mauro on . Postato in Cosa Accade

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Dopo quasi un secolo non sarà più la piazza del paese ad ospitare la festa dei Santi Patroni.

Una ulteriore sconfitta, frutto del progressivo degrado e dell'immobilismo dell'amministrazione comunale, per il centro storico di Collecorvino.
Un centro votato al degrado, all'anonimato, all'imbarbarimento. Privato progressivamente di vitalità di socializzazione e condotta sulla via dell'oblio da quanti, in maniera più o meno cruenta, non hanno che saputo curare gli interessi propri, nel corso degli anni, e che oggi trova il suo apice con l'allontanamento dal centro storico anche dell'unica festa che in qualche modo dava lustro e parvenza di paese a Collecorvino.


Nonostante il disperato quanto improvvido tentativo di Zaffiri di evitare l'inevitabile, i tecnici non hanno esitato nemmeno un attimo a dichiarare inagibile la piazza, inidonea ad ospitare un palco e diverse persone. Zaffiri così conferma di saper mantenere fede alle sue promesse elettorali, ricambia i voti degli elettori del centro storico, segnando una ulteriore sconfitta. Ma di quale riqualificazione parlava Zaffiri per ottenere i voti? Il tentativo di operare il Miracolo è fallito e non rimane altro da fare che accettare l'evidenza. Le chiacchiere servono a poco ed ancora meno le promesse elettorali.
Collecorvino e con esso i Corvinesi del centro storico dopo la caserma dei Carabinieri, le poste, la banca, e decine di attività commerciali, perde anche la festa. Manca assai poco che si inibisca persino l'accesso al paese, la frana già impedisce ai servizi dei pulmann di arrivare sin sopra al centro, ed a fare da contorno ad un ambiente fatiscente: la chiesa madre ancora fasciata da ponteggi, molte case pericolanti, la piazza transennata e, soprattutto, ed è quello che angoscia, il silenzio spettrale che vi regna.
Si ricorda ancora i vicoli vissuti, i profumi che permeavano l'aria ad ora di pranzo e di cena, gli strilli dei bambini festanti e gioiosi, i rumori delle botteghe artigiane e il chiacchiericcio della gente in piazza o in piazzetta. Ricordi di un passato ancora molto vicino ma, al tempo stesso, tanto lontano.
Doveroso un ringraziamento, lo dicono in molti, a quanti hanno contribuito a distruggere un paese, una cultura ed una collettività vivace e numerosa, una distruzione che ha coinvolto anche usi, costumi e quanto di bello si è riusciti a tramandare da temo e nel tempo.
Servono davvero poche parole per descrivere quanta accade in un centro che, nel passato, è stato fiore all'occhiello dell'area vestina, così come non esistono parole per giustificare l'operato di incapaci. I miracoli in queste cose non si hanno, e men che meno a Collecorvino, paese dimenticato e prossimo alla cancellazione dalle cartine geografiche.